Museo Archeologico Statale di Orvieto

Situato nel medievale Palazzo Papale, il Museo custodisce reperti provenienti dalle necropoli circostanti il centro abitato (Crocifisso del Tufo, Cannicella, Fontana del Leone, Settecamini), che hanno restituito materiali pregevoli. In particolare, si distinguono le notevolissime ceramiche etrusche a figure rosse e i bronzi pertinenti ad un'armatura completa, composta di elmo, corazza, schinieri e scudo. Di rilevante interesse lo spazio che ospita le due famose tombe a camera dipinte, scoperte nel 1863 da Domenico Golini e recentemente ricomposte nel museo con gli affreschi originali distaccati. Le pitture, che fanno riferimento ai temi del banchetto e del viaggio agli inferi, celebrano con dovizia di particolari i rituali della classe gentilizia.

Il Museo Archeologico raccoglie i materiali di più recente ritrovamento nella città e nel territorioOpera circostante; costituisce pertanto, insieme al Museo della Fondazione Faina, posto sul lato opposto della piazza del Duomo, una sintesi delle conoscenze archeologiche su Orvieto. Le sale del Museo Nazionale raccolgono, secondo un ordine topografico e sommariamente cronologico, i materiali recuperati durante le ricerche nelle necropoli e nei santuari a ridosso della città di Orvieto, nonché tutti i reperti rinvenuti a seguito di lavori svolti in ambito urbano, ponendosi pertanto come formidabile strumento di conoscenza della realtà sociale e culturale di uno dei centri più ricchi e importanti dell’Etruria.
Nella sala principale sono presentati materiali di antico e nuovo rinvenimento dalla necropoli settentrionale di Crocifisso del Tufo. Notevoli alcuni corredi funerari, ricchi di oggetti, sia di importazione, sia di produzione locale, come i buccheri.
La sala attigua contiene alcuni corredi recuperati nel corso dello scavo nella necropoli di Porano, uno dei centri minori che sorgevano a corona della città sulla rupe. Le sepolture sono di livello elevato e in alcuni casi sono state impreziosite da pitture parietali, fra i pochi esempi di tale espressione artistica, almeno nell’Etruria settentrionale interna. In un ambiente attiguo viene proposta la ricostruzione delle due tombe Golini, rinvenute alla fine dell’Ottocento, le cui pitture, staccate dalle pareti delle tombe, per evidenti motivi di sicurezza e corretta conservazione, sono state ricollocate secondo le posizioni originarie. Gli affreschi illustrano scene del banchetto funebre, ambientato nell'oltretomba, alla presenza degli dei dell'Averno. I servi, le cui funzioni sono definite da specifiche iscrizioni poste sopra i personaggi rappresentati, si affaccendano alla preparazione dei cibi. AntefissaEccellente la cura per i particolari; il suonatore di flauto doppio, che accompagna con la sua musica il lavoro degli altri, e l'altro servo, ritratto nell'atto di tritare qualcosa con due pestelli, sopra un bacile
L’itinerario prosegue con la sala dedicata alla necropoli di Cannicella, sulla pendice meridionale della rupe orvietana, solo in parte visibile: nella zona, occupata da una necropoli di epoca arcaica, con sepolture ed organizzazione urbanistica simili a quelle di Crocifisso del Tufo, fu realizzata una importante area sacra a partire dalla seconda metà del VI sec.a.C., con un tempio decorato da importanti terrecotte e con una serie di edifici collaterali probabilmente destinati a funzioni marginali. Anche in questo caso vengono esposte ceramiche e bronzi appartenenti al corredo delle tombe, molte delle quali furono rinvenute nel corso dell’Ottocento, a seguito di ampie campagne di ricerca.
Di più recente sistemazione è l’allestimento della grande sala di ingresso ed uscita del Museo.