Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria

panoramica museoIl Museo ha sede, dal 1948, nel complesso architettonico di San Domenico, la cui costruzione ha inizio con la fondazione dell'ordine domenicano, nel 1233.
Alla fine del Cinquecento viene completato il chiostro grande e aggiunto il piano porticato. Pochi anni dopo è edificato l'oratorio della confraternita, un grande ambiente voltato e riccamente affrescato.
Durante l'occupazione napoleonica il convento si trasforma in caserma militare; con la Restaurazione è restituito ai frati. La demanializzazione dei beni ecclesiastici, dopo l'Unità d'Italia, consegna il complesso all'autorità militare che lo adatta alle proprie esigenze, sconvolgendone l'uso. Tale utilizzo durerà quasi un secolo. Nel 1957 le collezioni dei Musei Civici, sparse in varie sedi, sono qui riunite da Umberto Calzoni dopo una lunga traversia burocratica, e diventano proprietà statali. Nasce il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria.
La maggior parte delle collezioni proviene da scavi ottocenteschi, cui si devono importanti acquisizioni, quali il sarcofago, detto dello Sperandio e i bronzi arcaici di Castel S.Mariano. Nel corso dell'Ottocento Perugia si affermò come importante centro di studi archeologici, etruscologici in particolare. I vari studiosi, che durante il secolo si alternarono alla direzione, continuarono ad arricchire il museo con nuclei di materiali provenienti dalle necropoli in territorio perugino. Una consistente quantità di reperti preistorici, dovuta all’acquisto di una collezione privata, e a campagne di scavo, incrementa, fin dai primi anni del Novecento, la consistenza del museo.
Nel 1957 le collezioni, già arricchite da numerosi materiali, furono donate dal Comune allo Stato, che subentrò nella gestione del Museo dal 1960.
Dopo il 1964, anno che segna l’istituzione della Soprintendenza, reperti provenienti da scavi recenti affiancano quelli di più antica acquisizione.
Dal mese di aprile 2009 il Museo è profondamente rinnovato nei percorsi e nei contenuti.

Nel chiostro del convento, in un ambiente sotterraneo accanto all’ingresso, è stata ricostruita la tomba dei Cai Cutu (III-I sec.a.C.), con la collocazione dei corredi funerari.
Attorno alle pareti del chiostro sono collocate urne provenienti dalle necropoli ellenistiche di Perugia e materiali romani. Lungo il perimetro del chiostro sono esposte urne cinerarie etrusche, ed altri materiali, oltre alle epigrafi che ricordano la rinascita di Perugia (Perusia restituta) dopo la distruzione seguita alla guerra che la oppose ad Ottaviano nel 41 a.C.
Nella sala limitrofa alla scalinata che conduce al piano superiore è allestita una mostra permanente sui miti presenti nelle sculture romane proposte all'attenzione dei visitatori.
Accanto alla porta è stato collocato un Telamone di età adrianea.
Nel loggiato superiore, attorno al chiostro, sono allineate le urne di travertino provenienti dalle necropoli perugine, caratteristica produzione dell’artigianato etrusco in età ellenistica.
Sullo stesso piano è allestita la sala con gli amuleti antichi e moderni, della collezione Bellucci, il Gabinetto Numismatico oltre all'esposizione di Oreficerie e tesoretti monetali.

Con il nuovo assetto espositivo la sezione preistorica introduce al percorso vero e proprio presentando un'efficace sintesi paleoantropologica, affidata ad un racconto per immagini ed ambientazioni, che procede dalla comparsa dell'ominide all'Homo sapiens. Supporti multimediali interattivi consentono inoltre approfondimenti sul tema delle origini dell'uomo.
Dopo l'illustrazione delle tecniche di scheggiatura della pietra, si affronta l'epoca neolitica con particolari approfondimenti sull'uso culturale delle grotte e sugli abitati. Un'esauriente esposizione incentrata sull'età del Bronzo chiude la sezione. L'intero settore è punteggiato da reperti provenienti dal territorio, proposte nelle vetrine originali, restaurate per l'occasione.
salaumbrietruschiIl percorso cronologico conduce al Salone Umbri ed Etruschi  dove sono esposti, a sinistra del corridoio, accedendo dalla scalinata, corredi provenienti dal versante umbro; l'ala destra propone invece testimonianze da quello etrusco. I materiali, selezionati sulla base di specifici tematismi e di criteri di rappresentatività, secondo il profilo topografico-cronologico, sono proposti in maniera parallela. L'esposizione tende pertanto a delineare i tratti di due culture, evidenziando le intense dinamiche di scambio e contatto. L'intento è quello di offrire al visitatore una visione organica dell'Umbria attuale, dall'età del Ferro al momento dell'impatto con il mondo romano.
La sala, l'unica allestita con espositori nuovi, propone materiali particolarmente pregevoli come le lamine bronzee da Castel San Mariano e i vetri multicolore provenienti da Todi.
Una sala è inoltre riservata alle necropoli perugine da cui provengono manufatti di estremo valore, quali il sarcofago dello Sperandio, ceramiche dipinte, bronzi, oreficerie. La sezione accoglie anche materiali provenienti dai luoghi di culto.
Nel corridoio adiacente una specifica sezione s'incarica di delineare la storia di Perugia proponendo una selezione di reperti che abbracciano un ampio arco temporale.
Dai reperti di età villanoviana che indicano un sistema abitativo stabile già nel IX sec. a.C. si arriva alla città etrusca, poi a quella romana. Materiali e disegni concorrono a definire l'evoluzione della città fino alla tarda romanità. In particolare è proposta una ricostruzione dell'abitato antico, quale è andato delineandosi con gli scavi condotti sotto la Cattedrale di San Lorenzo.
Lo spazio dedicato alla sezione romana comprende una serie di materiali, pannelli e fotografie di grande formato che offrono una panoramica della regione assoggettata al potere di Roma. Sono trattati i temi della viabilità, strumenti fondamentali per la penetrazione romana in territorio umbro, con approfondimenti sulle grandi vie consolari e sulla navigabilità dei corsi d'acqua.
Gli aspetti urbanistici ed economici sono inoltre evidenziati dall'analisi degli insediamenti, delle attività produttive e degli scambi commerciali.
La sezione topografica, dedicata a tutti i municipi, riletti nella loro evoluzione dall'origine alla fase tardo antica, intende costituire una vetrina della complessa realtà archeologica dell'Umbria.
Un ambiente a parte è dedicato al "Cippo perugino", simbolo della Perugia etrusca, ed oggetto di particolare valorizzazione per il notevole rilievo storico-archeologico. 

ARCHEOTOUCH La guida digitale del Museo

L'intera superficie del Museo è coperta da rete wi-fi, ad uso libero, che consente l'accesso ai contenuti dell'applicazione digitale. Strutturata in sette percorsi, la guida offre dettagliate informazioni multilingua su tutti i materiali esposti. La consultazione è possibile da tutti i tablet, smartphones, PC/apple, fissi o portatili. L'indirizzo per accedere dall'esterno è www.archeotouch.it.