2006

ASSISI
Tratto di strada romana

Nel mese di ottobre 2006, all’imbocco di p.za S. Rufino, u.s. è venuto alla luce un bel tratto di strada a grossi basoli in calcare rosa del Subasio disposti a secco.
La strada, che ha un andamento da Sud-Ovest a Nord Est, conduceva ad una porta posta a Nord dell’antico centro abitato. Visibile per circa 15 m. di lunghezza x 4 di larghezza, ha un andamento in salita e presenta in due parti le crepidines che la limitavano lateralmente. Durante lo scavo sono emersi frammenti di ceramica in terra sigillata italica (I sec a C - I sec.d.C.). senza materiale post classico. Poiché la strada è ad una profondità di circa m.1,5 ed i basoli sono molto ben conservati, si è deciso di lasciarla a vista.

Cunicolo
Per completare i lavori relativi al percorso meccanizzato che da via Alessi conduce al parcheggio di p:zza Matteotti, è stato rimesso in luce un cunicolo posizionato all’interno del giardino di S.Rufino. Tale cunicolo romano costruito a piccoli blocchi in calcare rosa, legati da malta, presenta un pavimento in cocciopesto ben conservato. Lo stesso rivestimento interessa anche le pareti fino all’imposta della volta. Il cunicolo, che ora è percorribile a piedi per m. 30 circa, dove si apre il passaggio per il parcheggio, è stato ripulito per tutta la sua lunghezza (m.180); ne risulta un suggestivo camminamento che arriva all’ingresso meridionale dell’anfiteatro. E’ quindi ipotizzabile una sua valorizzazione volta ad ottenerne la percorribilità fino all’anfiteatro. Considerate le dimensioni dell’opera, m.1,85 di larghezza x m. 2,10 di altezza, siamo in presenza di una via tecta, un percorso coperto da attraversare a piedi fino al luogo dello spettacolo.

Progetto per la realizzazione di un percorso archeologico urbano
Centro di documentazione con pannelli e supporti multimediali, oltre a pannelli tridimensionali per i non vedenti. Importo lavori: 80.000 € (fondi comunali)

FOLIGNO - Piazza del Risorgimento
In Piazza del Risorgimento è stata realizzata un’adeguata copertura volta a valorizzare e proteggere il sito archeologico. L’importo dei lavori, finanziati dal comune di Foligno, ammonta a 77.500 €.

GUALDO TADINO - La città romana di Tadinum
Il progetto di indagini archeologiche nell’area della città romana di Tadinum, frutto della sinergia tra il Comune di Gualdo Tadino, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e l’Università di Perugia, ha preso avvio nel 2003. Gli scavi, avviati nel 2004, hanno interessato un vasto settore dell’abitato (circa 4.000 mq) immediatamente ad ovest della via Flaminia, articolato su tre complessi edilizi: le terme pubbliche, un’area di mercato da identificare probabilmente con il forum pecuarium, una grande domus.
Immediatamente a sud delle terme è una vasta spianata artificiale, chiusa ad est da una serie di ambienti che costituiscono il fronte-Flaminia del complesso. L’ambiente più antico, un piccolo vano rettangolare orientato ad est e pavimentato in cocciopesto decorato da motivi geometrici, è databile intorno al 100 a.C. e va probabilmente identificato con il sacello di Ercole menzionato da un’iscrizione della fine del II sec. d.C. rinvenuta nei pressi. L’intero complesso è probabilmente da identificare con il foro commerciale del municipio: si tratta per l’esattezza del mercato del bestiame (forum pecuarium), come suggerisce l’associazione al culto di Ercole. Sulla fronte dell’edificio, una base modanata rinvenuta costituisce forse quanto resta dell’altare.
A sud del forum pecuarium, in posizione più defilata rispetto alla Flaminia, è stata indagata una serie di ambienti pertinenti ad un vasto e articolato complesso edilizio, da identificare probabilmente con una grande domus.
Il nucleo occidentale, esteso certamente anche al di fuori dell’area di scavo, è costituito da alcuni ambienti pavimentati in cocciopesto decorato a motivi geometrici. Ad est del nucleo viene realizzato, nei decenni iniziali del II sec. d.C., un piccolo complesso termale solo parzialmente indagato, articolato intorno ad un vano quadrangolare pavimentato a mosaico, su cui si affacciano alcune vasche. Il mosaico, bicromo a tessere bianche e rosa, è a soggetto marino: si distingue in particolare la grande figura di Nettuno su carro trainato da cavalli marini, all’interno di una articolata ed esuberante raffigurazione di pesci e molluschi.
L’articolazione ed il livello decorativo dell’edificio testimoniano lo status dei proprietari della domus. Si tratta verosimilmente di membri della locale aristocrazia, come suggerisce anche il rinvenimento di alcuni frammenti di iscrizione su bronzo, pertinenti forse ad una tabula patronatus databile alla fine del I sec. d.C.

GUBBIO - Riqualificazione area archeologica della Guastuglia
Sabato 6 maggio 2006 è stata aperta al pubblico l’area archeologica della Guastuglia. Interessato da attività edilizie negli anni Settanta, il sito si rivelò subito di notevole interesse archeologico. La zona, che comprende un intero quartiere di epoca romana, presenta un lussuoso ed imponente edificio, probabilmente una villa, pavimentato con raffinati mosaici. Dopo gli interventi di copertura e restauro, il luogo era rimasto inaccessibile al pubblico per decenni. Nell’intento di favorire pienamente la conoscenza delle risorse archeologiche, la Soprintendenza ha predisposto un progetto di valorizzazione che consente il godimento pubblico delle strutture. Gli ambienti della domus costituiscono un’efficace attestazione del grado di sviluppo dell’edilizia privata nella Gubbio romana alla fine del I sec. a.C. Elementi iconografici riferibili al mosaico figurato suggeriscono inoltre l’ipotesi di interventi di ristrutturazione avvenuti nel corso del III-IV sec. d.C. L'area, adeguatamente ripulita e dotata di pannelli esplicativi, è aperta al pubblico per tutto il periodo estivo.

NOCERA UMBRA
Progetto per la valorizzazione di tutti i rinvenimenti archeologici del territorio attraverso specifico itinerario di visita. Sono previsti: Centro di documentazione, pannelli e banca dati multimediale sul centro di Nuceria e del territorio circostante. Importo dei lavori: 40.000 € (fondi comunali).

ORVIETO - Campo della Fiera
Il Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storiche dell’Università di Macerata, sotto la direzione della prof.ssa Stopponi, conduce dal 2000, in regime di concessione ministeriale, annuali campagne di scavo in località Campo della Fiera di Orvieto.
La campagna del 2006 ha riportato in luce un edificio di m. 6 x 12 che appare orientato verso la strada ed articolato in un pronao, un vestibolo ed una cella, dove erano alloggiate quattro colonnine.
Dall’area provengono frammenti di vasi attici a figure nere e rosse di grandi dimensioni e di raffinata qualità, databili alla seconda metà del VI sec. Tali indizi inducono a ritenere assai probabile la presenza di un santuario extraurbano, forse il famoso Fanum Voltumnae, ricordato dalle fonti classiche, come luogo di raduno anuale delle genti d’Etruria. Ma soltanto la scoperta di iscrizioni con il nome del deus Etruriae princeps potrà offrire la definitiva conferma.
E’ stato inoltre messo in luce un tratto di strada basolata che in un settore raggiunge oltre sei metri di larghezza.

PERUGIA - Scavi sotto il Capitolo della Cattedrale di S. Lorenzo
I lavori di consolidamento delle canoniche di S.Lorenzo hanno rilevato che l’area occupata attualmente dalla Cattedrale e da piazza IV Novembre, coincidente con il settore centrale della città antica, è costituita da un ampio terrazzamento sostenuto da monumentali sostegni (sostruzioni) in opera quadrata di travertino. Il limite settentrionale della terrazza è racchiuso da un muro di sostruzione con orientamento est-ovest, visibile all’interno dei locali affacciati lungo via delle Cantine. La struttura è conservata per una lunghezza di circa 30 m e per un alzato di circa 15 m. Sui blocchi, allettati con una tecnica simile a quella delle mura etrusche, ma assai più regolare, sono incisi marchi di cava costituiti da lettere dell’alfabeto etrusco.
All’interno della terrazza sono presenti spine di contenimento con funzione statica, che dovevano contrastare la spinta operata dall’enorme interro e contribuire a sostenere gli edifici soprastanti. Due di queste spine sono state identificate all’interno del Museo del Capitolo della Cattedrale: i muri, orientati est-ovest, sono realizzati in grossi blocchi di travertino, rozzamente squadrati. Parallelo ad essi, un terzo muro, fortemente rimaneggiato, è conservato lungo il fianco meridionale della cattedrale, in prossimità del campanile. Al di sotto sono state inoltre individuate numerose murature in fondazione pertinenti probabilmente alla struttura templare. L’interro della terrazza ha restituito materiale databile all’inizio del II sec. a.C. Tra quelli più antichi si segnalano alcuni frammenti di terrecotte architettoniche databili dal IV al III sec. a.C., pertinenti ad edifici templari presenti nell’area prima della realizzazione del terrazzamento.

SPELLO - Percorsi archeologici urbani
Un primo progetto, operativo dalla fine del mese di agosto, ha individuato il prorio punto di partenza all’interno di Palazzo Bianconi, in prossimità di Porta Consolare, di proprietà demaniale ma gestito in convenzione con il Comune. Il centro di documentazione ha registrato oltre un migliaio di visitatori in un mese. La scelta degli itinerari e delle emergenze archeologiche da valorizzare nel primo step dei lavori è stata effettuata sulla base della reale disponibilità (restauro e sicurezza) dei monumenti e complessi archeologici oggetto di visita.
Sono già in cantiere analoghe realizzazioni ad Assisi, Spoleto e Nocera Umbra.

SPOLETO - Iscrizione romana
Nel corso di lavori di restauro, condotti all’interno di Palazzo Martorelli Orsini, a Spoleto, è stata rinvenuta un’iscrizione risalente alla tarda età repubblicana. La scoperta suscita un eccezionale interesse scientifico poiché l’epigrafe è conservata nella posizione originaria, in grado quindi di documentare un aspetto rilevante della vita pubblica della città romana. Gli scavi hanno portato in luce un’area aperta, pavimentata con grandi lastre di pietra, contigua ad una gradinata che dà accesso ad uno spazio monumentale. L’iscrizione, scolpita nell’alzato del primo gradone e conservata per circa due metri di lunghezza, menziona uno dei magistrati cittadini, nonché il ruolo da questi rivestito nella trasformazione in senso monumentale dell’area del Foro.
Ancora una volta la stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, proprietaria dell’edificio storico, ha trasformato un cantiere per lavori pubblici in occasione di conoscenza e valorizzazione dell’eredità culturale.