2002

ASSISI
Centro
Consistenti resti architettonici, pertinenti ad una domus, sono stati rinvenuti nel centro storico di Assisi, in seguito agli scavi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria. Si tratta di un ambiente, originariamente circondato da colonne (peristilio), assai diffuso nella tipologia della casa romana. I lavori hanno finora messo in luce due colonne alte quattro metri, in gran parte rivestite di stucco, a simulare le scanalature. Le pareti del peristilio recano inoltre superfici affrescate in rosso, decorate con elementi architettonici dipinti. Sono anche visibili porzioni di pavimento mosaicato con motivi a tessere bianche e nere. Tecniche edilizie e pitture consentono di datare il tutto alla fine del I sec. a.C.
La scoperta, che aggiunge un altro importante tassello alla storia urbanistica di Assisi in epoca romana, permette di circoscrivere con maggiore chiarezza l'ubicazione del centro residenziale dell'antica città.
Sono in corso i lavori per la messa in sicurezza delle strutture rinvenute.

FOLIGNO
Via Rubicone
A pochi giorni dal ritrovamento di tombe e strutture murarie, Foligno continua a riservare notevoli sorprese. Nel corso dei lavori per la messa in opera di tubature per il gas sono emerse, in via Rubicone, altre testimonianze di epoca romana, piuttosto rilevanti ai fini della conoscenza topografica della città antica. Si tratta di una porzione di basolato, pertinente ad una strada e di alcune strutture murarie.
La Soprintendenza per i Beni Archeologi dell'Umbria, che ha affidato gli scavi a personale esterno, ha disposto la ricopertura delle strutture emerse, dopo le consuete operazioni di rilevamento. La particolare posizione dei reperti, che insistono su una strada pubblica, non consente, infatti, soluzioni praticabili per un' esposizione a vista. Frattanto, i lavori continueranno, sempre sotto il rigoroso controllo della Soprintendenza.

GUBBIO
Padule-Branca
Recenti indagini di scavo condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria hanno portato alla scoperta di un imponente impianto di fornaci, che si estende su una superficie di m.18x14 ca., nel tratto Padule-Branca. L'intervento, finanziato dall'ANAS si è reso necessario dopo rinvenimenti fortuiti, seguiti a lavori stradali, che avevano messo in luce strutture murarie ed una vasta area di frammenti fittili.
Sono presenti tre camere di cottura pertinenti alla fornace vera e propria, di forma rettangolare e dall’elevato in mattoni. All’interno di una delle tre camere si sono conservati, seppure parzialmente collassati, i muretti di sostegno del piano di cottura, modellati ad arco. Nella zona centrale del fabbricato si estendono altri due ambienti probabilmente adibiti in origine a deposito e stoccaggio dei prodotti dell’officina, che va probabilmente identificata come impianto di lavorazione di materiali edili, in particolare di coppi e mattoni. Per quanto riguarda la cronologia sia i riscontri di carattere strutturale sia l’esclusivo rinvenimento nelle stratigrafie di manufatti ceramici postclassici (maioliche e invetriate), portano a indicare per il complesso una datazione al XV-XVI secolo. Un'attestazione, dunque, della fiorente attività ceramica eugubina in periodo rinascimentale.

Teatro romano
Nel periodo compreso tra agosto e gli inizi di ottobre 2002, sono stati effettuati sondaggi archeologici in una fascia di terreno posta a pochi metri del Teatro romano.
I risultati si sono rivelati piuttosto interessanti per il ritrovamento di ambienti pertinenti ad una porzione di domus. Un recentissimo dato di scavo consiste nel recupero di un tesoretto costituito da circa quaranta monete in bronzo, di probabile età tardo-imperiale, rinvenute in uno strato di bruciato, che segna forse la fase di abbandono della struttura abitativa.
Tali rinvenimenti sembrano confermare l'esistenza di un vero e proprio quartiere di domus private sorte nell'area adiacente al Teatro. Ulteriori dati sullo sviluppo urbanistico di quest'area potranno essere forniti dalle prossime indagini archeologiche.