Colfiorito di Foligno
La grande necropoli, di cui sono state scavate duecentocinquanta tombe, ha fornito, in particolare, una più precisa lettura degli stili di vita del popolo umbro dei Plestini. Il territorio risulta organizzato in serie di villaggi fortificati gravitanti intorno ad un centro più importante, delimitato da una cinta di mura poligonali. Oltre ai numerosi reperti di ceramiche locali e d’importazione, le tombe hanno restituito una grande quantità di bronzi, spesso di ottima fattura, prevalentemente di produzione etrusca.
Dalle vicinanze della chiesa di S. Maria di Pistia, già città romana, il cui toponimo rimanda all’antica città di Plestia, provengono le lamine bronzee (IV-III sec.), con iscrizione umbra, e dedica alla dea Cupra.
Resti di un grande edificio con pavimento a mosaico, sempre nei dintorni, conferma, insieme ad altri elementi epigrafici, la presenza della città romana.
La città, sviluppatasi tra il II e I sec. a.C. si colloca su un altopiano che rappresentò fin dalla preistoria un punto nodale degli itinerari transappenninici che collegavano i territori tirrenici con la sponda adriatica. L’area fu occupata con insediamenti stabili fin dall’inizio dell’età del Ferro (fine X-inizi IX sec. a.C.), come attestano i resti di fondi di capanna individuati, e in parte esplorati, lungo le sponde del lago e le tombe ad inumazione della necropoli di Colfiorito, di cui sono state scavate in tutto 250 tombe a fossa datate dagli inizi del IX alla fine del III sec. a.C.
Il territorio era occupato dai Plestini, popolo umbro ricordato dalle fonti antiche il cui etnico ha trovato conferma nelle iscrizioni in umbro incise su lamine bronzee dedicate alla dea Cupra rinvenute nello scavo della stipe del santuario.
Le recenti campagne di scavo della Soprintendenza hanno messo in luce un complesso edilizio databile agli ultimi decenni del I sec. a.C., fase della monumentalizzazione della città. I mosaici sono stati individuati soprattutto in quelli ambienti che si affacciano direttamente sul cortile della domus. L’intero complesso si inserisce sicuramente in una zona centrale della città di Plestia. A pochi metri di distanza, infatti, sono visibili i resti di un grosso edificio, molto probabilmente di carattere pubblico, con pavimentazione in lastre di travertino all’esterno e colonnato sulla fronte situato sotto le fondazioni della chiesa di S.Maria di Pistia. E’ ipotizzabile quindi, visto anche le dimensioni dell’area, che la domus e gli edifici adiacenti possano essere stati sede di personaggi di un certo rilievo del municipium plestino: dalle epigrafi rinvenute nella zona sono attestati octoviri, quattuorviri, questor, aedilis e un curator reipublicae Plestinorum.